La freepress Il Settimanale Pavese sta raccogliendo testimonianze relative al centenario della nascita di Gianni Brera. Riprendendo un mio articolo pubblicato su Il Colophon, la rivista di letteratura di Antonio Tombolini Editore, ne nasce una intervista al sottoscritto in cui, con il direttore Bruno Gandini, parliamo del grande giornalista sportivo, di calcio, di ciclismo, di Luigi Veronelli e di libri.
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martedì 6 novembre 2018
Il Settimanale Pavese, Gianni Brera e l'intervista
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venerdì 23 marzo 2018
6662 a Le mille e una pagina
Sabato 24/03/2018 alle 17.30 6662 arriva a Le mille e una pagina
(Dalla newsletter della libreria):
(Dalla newsletter della libreria):
Cari amici
torna l’amico Angelo Ricci, scrittore lomellino di cui abbiamo già presentato i precedenti libri (“Notte di nebbia in pianura”, “Sette sono i re”, “L’odore del riso”): sabato 24 marzo alle ore 17,30 presentiamo il suo nuovo libro “6662”(Antonio Tombolini Editore).
In questo romanzo, Ricci guarda al passato, sia storico che letterario, e agli autori che maggiormente ama, dando voce al suo particolarissimo stile letterario, che lo rende unico tra gli scrittori lomellini e non solo.
“6662” è un romanzo breve ma intenso, sicuramente coraggioso e affascinante per come lo scrittore è riuscito a rendere la complessità della storia; ma anche un romanzo dallo stile scorrevole e scritto in un italiano perfetto, cosa che sembrerebbe banale dire, ma non è affatto così.
“6662” è il resoconto di un viaggio quantistico che attraversa lo spazio-tempo della narrazione umana, che trafigge tutti i libri del mondo, anche quelli che non sono ancora stati scritti. Una riscrittura sul palinsesto della Storia, che disegna la mappa di un territorio sconosciuto, posto ai confini estremi della finzione, in cui scrittori come William Burroughs, Don DeLillo, Jorge Luis Borges, Antonio Moresco, Roberto Bolaňo convivono con esseri misteriosamente demoniaci, Pietro Nenni è alla guida della repubblica socialista di Romagna, Giulio Andreotti è a colloquio con il grande veggente Rol, Hitler entra a Parigi nel 1940 in compagnia di sciamani e alchimisti, Wallenstein alla fine della Guerra dei trent’anni riporta i bizantini sul trono imperiale di Costantinopoli e un inquietante agente segreto alieno tenta di evitare il collasso finale degli universi paralleli.
Vi aspettiamo!!!
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sabato 24 febbraio 2018
6662 alla Biblioteca Comunale di San Giorgio di Lomellina
Domenica 25 febbraio presenterò il mio romanzo 6662 presso la sala consiliare del municipio di San Giorgio di Lomellina. La presentazione è a cura degli amici della Biblioteca Comunale.
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martedì 14 novembre 2017
La versione di carta di 6662
6662, il mio ultimo romanzo edito da Antonio Tombolini Editore nella collana Officina Marziani, è ora disponibile, oltre al classico formato digitale, anche in formato cartaceo. Lo si può trovare qui insieme agli altri miei libri in versione digitale, cartacea o audiobook, oppure su Amazon o sullo store di StreetLib.
La copertina è della bravissima, ça va sans dire, Marta D'Asaro.
Buona lettura!
La copertina è della bravissima, ça va sans dire, Marta D'Asaro.
Buona lettura!
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venerdì 25 agosto 2017
6662 l'intervista e la recensione
Lo scrittore Massimo Lazzari mi intervista e inoltre scrive cose bellissime su 6662, il mio ultimo romanzo appena uscito per i tipi di Antonio Tombolini Editore nella collana Officina Marziani, collana diretta dallo scrittore Michele Marziani. I testi originali dell'intervista e della recensione li potete leggere qui. Di seguito riporto il testo della bellissima recensione:
6662 è un libro che fin dal titolo e dalla struttura dei capitoli fa l’occhiolino a 2666 di Bolano, uno dei miei libri preferiti in assoluto. Ma, seppure i riferimenti allo scrittore cileno ricorrano frequentemente all’interno del libro, le analogie finiscono qui. Sì, perché 6662 non è affatto una serie di romanzi, anzi non sarebbe neanche corretto definirlo un romanzo. È piuttosto una sorta di sogno lucido popolato di scrittori, editori, personaggi storici e leggendari, che intrecciano le loro storie in modo apparentemente destrutturato. Se proprio dovessi cercare di accomunarlo a qualcosa, allora sarebbe sicuramente un quadro di Hieronymus Bosch: complesso, inquietante, visionario, perfetto e ricercato in ogni dettaglio. La cosa più incredibile è infatti la ricerca della perfezione nell’uso delle parole, nella struttura delle frasi, nelle citazioni, nella costruzione di trame evanescenti e al tempo stesso indiscutibili. Un esercizio di stile che mi fa affermare senza ombra di dubbio che 6662 è, tra tutti i libri che ho letto nella mia vita (e sono tanti), quello scritto meglio.
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mercoledì 16 agosto 2017
6662
Una cifra? Un numero? Un simbolo? Un romanzo? Qualunque cosa sia è uscita il 3 agosto per i tipi di Antonio Tombolini Editore nella collana Officina Marziani. L'ho scritta io? Penso di sì, ma a volte non ne sono sicuro; ho come l'impressione disumana che si sia composta da sé. Dovrei dire qualcosa a proposito di essa, oppure a sua (mia?) difesa, spiegazione, esegesi? Preferirei di no, anche perché io stesso non sono del tutto convinto che appartenga a questo tempo, spazio, continuum. Sul sito dell'editore è possibile averne sue notizie qui. Michele Marziani, direttore della collana, ne scrive così.
Per ora in ebook. Dopo l'estate anche di carta.
Che la circolarità del tempo (e dei tempi) sia sempre con voi.
Buona lettura.
Per ora in ebook. Dopo l'estate anche di carta.
Che la circolarità del tempo (e dei tempi) sia sempre con voi.
Buona lettura.
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martedì 7 marzo 2017
Intervistato da Upside Down Magazine
La rivista digitale Upside Down Magazine (che ha uno stuzzicante sottotitolo: Film, Book & Food Love) redatta da un gruppo di bravissime scrittrici mi intervista. Si parla di lettura, di scrittura, dei miei romanzi, di pianure, di trilogie e altro ancora. L'intervista integrale si può leggere qui.
Grazie ancora alla redazione e buona lettura!
Grazie ancora alla redazione e buona lettura!
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lunedì 6 marzo 2017
L'odore del riso a San Giorgio di Lomellina
Dove se non nel cuore della Lomellina, il territorio più a nord in cui si coltiva il riso, poteva essere presentato il mio romanzo L'odore del riso, edito da Antonio Tombolini Editore nella collana Officina Marziani?
Domenica 12 marzo 2017 alle ore 16 a San Giorgio di Lomellina presso la sala consiliare in Piazza Pietro Corti 12.
Questo romanzo con Notte di nebbia in pianura e Sette sono i re compone la mia Trilogia della pianura.
Domenica 12 marzo 2017 alle ore 16 a San Giorgio di Lomellina presso la sala consiliare in Piazza Pietro Corti 12.
Questo romanzo con Notte di nebbia in pianura e Sette sono i re compone la mia Trilogia della pianura.
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sabato 3 dicembre 2016
Intervistato da Roberta Marcaccio all'ora del té
Roberta Marcaccio, bravissima scrittrice (tra le sue opere Tranne il colore degli occhi, uscito per i tipi di Antonio Tombolini Editore nella collana Amaranta) mi intervista sul suo blog. Si parla, of course, di Notte di nebbia in pianura, di Sette sono i re, di L'odore del riso, ma anche di scrittura, di narrazione, di luoghi dello scrivere, di creazione letteraria. L'intervista è qui. Buona lettura!
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lunedì 14 novembre 2016
L'odore del riso a Rimini
Martedì 15 novembre sarò ospite della rassegna Parola di scrittore organizzata a Rimini da Scenafutura. Con il poeta Paolo Vachino dialogherò del mio romanzo L'odore del riso uno dei tre che, con Notte di nebbia in pianura e Sette sono i re, formano la mia Trilogia della pianura.
L'appuntamento è alle ore 18 nella sala del caffé letterario Alidangelocaffé Extro (Via Castelfidardo 58, Rimini).
L'appuntamento è alle ore 18 nella sala del caffé letterario Alidangelocaffé Extro (Via Castelfidardo 58, Rimini).
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martedì 18 ottobre 2016
Antonio Tombolini Editore compie 100 titoli!
Antonio Tombolini Editore compie 100 titoli! E' un traguardo importante per questa coraggiosa e innovativa casa editrice con cui collaboro con convinzione sin dall'inizio.
Tra questi 100 titoli ci sono anche i miei Notte di nebbia in pianura, Sette sono i re (libro che ha inaugurato la collana Officina Marziani) e L'odore del riso.
Per festeggiare con tutti i lettori questo evento entusiasmante, l'editore promuove le versioni digitali dei suoi libri a 1,99 Euro fino al 6 Novembre.
Che dire? Buona lettura e augurissimi!
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martedì 14 giugno 2016
L'odore del riso. La recensione di Stefania Pastori
Una recensione estremamente interessante e approfondita è quella che Stefania Pastori scrive a proposito de L'odore del riso. Una recensione che porta un grande contributo alla interpretazione di questo mio libro. L'originale è qui. Buona lettura!
Un tempo, fui assistente di un pittore famoso negli anni '70, poi decaduto. Il suo motto era: “Il colore è tutto.” O forse era il motto di Carlo Carrà, non ricordo. Angelo Ricci potrebbe assumerlo come proprio. Il colore in tutte le sue declinazioni screziate ravviva ogni pagina del suo scrivere.
L'incipit è fulminante, inchioda alla sedia/divano/letto/tazzadelcesso e impedisce di pensare ad altro. “Io so tutto di voi.” Io chi? Voi chi?
Eppure, c'è già tutto. Lo spazio: quella troia della pianura padana. Il tempo: l'oggi coi suoi soldi sporchi da lavare. I protagonisti: gli americani del sud che costruiscono. Il cosa: villette a schiera. Il chi: il venditore/narratore, sgamato.
Patotas.
Daglielo al Mondo!
Si susseguono parole messe lì non a caso, ma solo per renderti incapace di capire. Si direbbe poesia in prosa, anzi, meglio, prosa in forma di poesia. Sensualità. Sessualità. Scorci. Squarci di colore e fiori e finestre.
“La Taverna. Insegna a pezzi. Plastica opalescente annerita dallo sfinimento dei neon. Memorie perse dai colori morti.” Ecco dove si trova la poesia di Ricci: nelle plastiche consunte. “Tir dalle bocche sguaiate e urlanti muggiscono la loro presenza definitiva. Muovendo pacchi caldi di aria bollente.” Ma anche nel movimento dei Tir. Una poesia che sorprende, che spiazza, che narra l'inenarrabile. “Io so tutto di voi.” Io chi? Voi chi?
Dopo un centinaio di pagine si capisce che quel Mondo con la maiuscola è una persona che fa lo sfasciacarrozze. Il “Daglielo” è l'invito a dargli un vecchio motorino arrugginito. L'invito è pretesto per un dramma consumato tra ragazzini. È preludio per la costruzione di uno dei personaggi chiave.
“Ancora una volta si volse a guardare la porta del garage. Era lì che era successo tutto. Era lì.” Per l'ennesima volta sembra riaffacciarsi un ricordo di una ricca ragazza grassa che appare a sprazzi. Per l'ennesima volta, Ricci non ce lo svela.
Poi c'è la faccenda di una ragazza nuda e prigioniera. Di uomini che si direbbero dalla parte della legge. Ma violentemente grezzi. La ragazza muore per sbaglio. Infine sapremo che è solo uno degli innumerevoli interrogatori a suon di pungolate elettriche, di cadaveri che spariscono nell'Atlantico dell'America del Sud.
Infine sapremo anche cosa successe nel garage. Ma non ne farò spoiler, perché è annodato strettamente ai cadaveri nascosti nell'Atlantico. E anche a colui che afferma: “Io so tutto di voi.”
Infine sapremo anche della parola misteriosa. Patotas. E il significato dell'odore del riso. Scopriremo anche come tutto si lega in una di quelle geometrie perfette che aprono il libro e lo chiudono. Ricci, geometra perfetto della narrazione. Dopo Scerbanenco, solo Ricci, che sta reinventando la narrativa gialla. Solo un difetto: gli spiegoni, ma si capisce che Ricci non avrebbe voluto farli.
Consigliato a chi ama gli incastri geometrici della narrazione, a chi vuole uscire dai consumati rigori del giallo. Ai poeti della banalità del male.
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lunedì 9 maggio 2016
Antonio Tombolini Editore, il libro di carta e quello elettrico
Antonio Tombolini da sempre sa che il contenuto di un libro si coniuga con i formati. Questi ultimi nel corsi dei secoli sono mutati e muteranno ancora, ma il libro, inteso come rapporto multilaterale tra autore e lettore, crea una sorta di continuum che va ben oltre lo spazio e il tempo, sino a raggiungere territori quantistici dove questo continuum diventa esso stesso lo spazio e il tempo.
Antonio Tombolini Editore ha iniziato l'esplorazione di questo continuum con il libro elettrico (mutuo questa definizione dal grande Gabriele Frasca che a suo tempo intervistai per Il Colophon) cui ora si aggiunge anche il libro di carta, nella riaffermazione di quel circolo virtuoso in cui i formati si coniugano, si compenetrano, si fondono, individuando il senso primario di quel concetto così umano e al contempo così divino che è la lettura.
Vengono perciò dati alle stampe in formato cartaceo, dopo quello elettrico (in attesa degli altri che seguiranno) dodici libri che iniziano a colonizzare i confini quantistici della lettura. Tra questi dodici titoli ce ne sono anche due scritti dall'autore di questo blog: Sette sono i re e L'odore del riso, che con Notte di nebbia in pianura vanno a comporre la mia Trilogia della Pianura.
Così nel blog dell'editore:
Ai lettori non resta che seguire questa nuova avventura ben sapendo che il motto non può che essere "Sky is the limit".
Antonio Tombolini Editore ha iniziato l'esplorazione di questo continuum con il libro elettrico (mutuo questa definizione dal grande Gabriele Frasca che a suo tempo intervistai per Il Colophon) cui ora si aggiunge anche il libro di carta, nella riaffermazione di quel circolo virtuoso in cui i formati si coniugano, si compenetrano, si fondono, individuando il senso primario di quel concetto così umano e al contempo così divino che è la lettura.
Vengono perciò dati alle stampe in formato cartaceo, dopo quello elettrico (in attesa degli altri che seguiranno) dodici libri che iniziano a colonizzare i confini quantistici della lettura. Tra questi dodici titoli ce ne sono anche due scritti dall'autore di questo blog: Sette sono i re e L'odore del riso, che con Notte di nebbia in pianura vanno a comporre la mia Trilogia della Pianura.
Così nel blog dell'editore:
Antonio Tombolini Editore non vuole essere un editore di ebook, e neanche “soprattutto di ebook”.
Antonio Tombolini Editore vuole essere un editore all’altezza dei tempi, di questi tempi, caratterizzati soprattutto da due fatti (diversi e concomitanti):
1. il digitale: il digitale è la rivoluzione dei modi della produzione e della fruizione, anche del libro;
2. la rete: la rete è la rivoluzione dei modi della distribuzione e della comunicazione, anche del libro.
Per quanto “mi disegnino così”, dice Antonio Tombolini, a me non interessa l’ebook. A me interessa salvare e promuovere il libro, inteso come “esperienza libro”, esperienza di quel tipo di scrittura e di lettura, fatta di testo (solo, o quasi solo, o per lo più di testo), tendenzialmente lungo, che richiede concentrazione, tempo, isolamento. Esperienza libro che vedo seriamente minacciata dall’avvento del digitale e della rete.
La salvezza del libro non è solo ebook. È anche ripensamento, alla luce del digitale e della rete, della filiera di produzione-distribuzione-fruizione del libro di carta, perché no? Per questo abbiamo deciso che tutti i libri pubblicati da Antonio Tombolini Editore saranno prodotti e distribuiti sia come ebook che in formato cartaceo, ovviamente seguendo alcuni criteri imprenscindibili per noi: print on sale, stampe fatte solo ed esclusivamente per soddisfare ordini effettivi, e dogma delle “rese zero”.
Ai lettori non resta che seguire questa nuova avventura ben sapendo che il motto non può che essere "Sky is the limit".
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venerdì 25 marzo 2016
La "Trilogia della pianura" dalla viva voce dell'autore
Ora è possibile ascoltare alcuni brani letti dalla viva voce di me medesimo e tratti da Notte di nebbia in pianura, Sette sono i re e L'odore del riso, i miei tre romanzi, editi da Antonio Tombolini Editore nella collana Officina Marziani, che compongono la mia Trilogia della pianura. Si può fare qui. Buon ascolto e, se una volta ascoltati i brani vorrete acquistare i libri, buona lettura!
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lunedì 29 febbraio 2016
Notte di nebbia in pianura a Le mille e una pagina
Sabato 5 marzo 2016, a Mortara alle ore 17.30, in occasione della sua uscita in digitale presenterò alla Libreria le mille e una pagina il mio romanzo Notte di nebbia in pianura. E' il primo dei tre romanzi della mia "Trilogia della pianura". In ebook lo potete trovare in tutti gli store digitali (per esempio qui), mente in edizione cartacea lo potete ordinare in ogni libreria. La versione ebook è edita dall'Officina Marziani di Antonio Tombolini Editore, mentre la versione di carta è edita da Manni.
Sarà inoltre l'occasione per presentare le prime copie della versione di carta di Sette sono i re, che potete acquistate qui.
Se vuoi ascoltare dalla viva voce dell'autore un brano tratto da questo romanzo puoi cliccare qui.
Sarà inoltre l'occasione per presentare le prime copie della versione di carta di Sette sono i re, che potete acquistate qui.
Se vuoi ascoltare dalla viva voce dell'autore un brano tratto da questo romanzo puoi cliccare qui.
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sabato 20 febbraio 2016
Sette sono i re. La versione di carta
Il mio romanzo Sette sono i re, romanzo che pionieristicamente ha inaugurato in versione digitale la collana Officina Marziani diretta dal bravissimo Michele Marziani, collana di Antonio Tombolini Editore, da oggi è disponibile anche in carta. Gli amanti della lettura su carta per ora lo possono ordinare da qui (le spese di spedizione sono gratuite). Non posso che essere infinitamente orgoglioso di aver fatto da apripista a questa esperienza editoriale che sta crescendo ogni giorno di più e che si sta affermando come una delle vere novità nel panorama dell'editoria italiana. Quando Michele Marziani mi chiamò per pubblicare e inaugurare con Sette sono i re la sua "Officina" accolsi subito la sua proposta, e l'accolsi con l'entusiasmo di chi si sente coinvolto nella nascita di un progetto avventuroso e coraggioso. Le major dell'editoria erano tutte in alta uniforme, noi in mimetica e guardavamo la salita che ci aspettava. Oggi abbiamo percorso molto del cammino che avevamo davanti ma, orgogliosamente, vestiamo ancora la nostra eroica mimetica. Buona lettura!
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mercoledì 3 febbraio 2016
L'odore del riso. La recensione di Roberta Marcaccio
Una recensione intensa, profonda, completa. E' quella che Roberta Marcaccio scrive a proposito di L'odore del riso. E così perfetta che non è necessario aggiungere altro se non l'invito a leggerla. L'originale è qui. Buona lettura!
Ultima puntata della trilogia della pianura, tre noir che mi hanno trascinata di getto in un mondo a me completamente sconosciuto. Di getto come la stesura di questa recensione.
Sono sul Frecciarossa Milano – Napoli, torno a casa dopo una giornata di lavoro nel mio ufficio milanese, mi lascio alle spalle il capoluogo lombardo e attraverso la pianura. La stessa della trilogia.
Coincidenza?
Non credo alle coincidenze. Credo ai bivi, agli incontri, alle scelte. Alle luci che si accendono al momento giusto e all’istinto.
Mentre scrivo (sempre di getto) penso alle sensazioni, alle parole, alle immagini che i libri evocano e a ciò che è successo, alla mia anima, durante la lettura de L’odore del riso.
Un libro particolare, denso, da poltrona, tè speziato, silenzio e profumi forti. Un perfetto esempio di Slow Reading.
La prima volta ho iniziato a leggerlo come se fosse stato un Armony (non li leggo, non pensate male di me!); l’autore se n’è accorto, mi ha “presa a schiaffi” e costretta a ricominciare daccapo.
Non so se ho letto la trilogia (Sette sono i re, Notte di nebbia in pianura e L’odore del riso) nell’ordine corretto. In effetti non esiste un ordine, sono tre storie ben definite e distinte ma sono felice di avere tenuto per ultimo il libro, a mio avviso, più intenso dei tre (forse l’autore non sarà d’accordo).
La storia è difficilmente intuibile. Occorre, con pazienza, arrivare almeno al sessanta per cento della lettura per cominciare a delineare i personaggi, le esperienze, il loro vissuto e cosa se ne fanno della loro vita (in alcuni casi molto complicata).
Sono felice di averlo lasciato per ultimo perché mi ha dato modo di gustare, un poco alla volta, lo stile crescente ed ogni volta diverso dell’autore, entrare nella sua penna ed esserne trascinata.
L’odore del riso ha tre aspetti che emergono con una prepotenza quasi indisciplinata e, per questo, molto apprezzata.
Parto dal basso…
La prima cosa che ho notato è stato il coraggio nell’uso, quasi “illegale”, di aggettivi e avverbi; un plauso all’autore! Io ho il terrore di aggettivi e avverbi. Angelo Ricci lì ha domati, addolciti e incastonati in modo magistrale, con brillante sapienza.
La seconda caratteristica che salta agli occhi è la “geometria delle cose”; il mondo de L’odore del riso è un mondo quadrato, angolare, sferico, è il mondo delle rette, dei piani, dei cerchi. Il rispetto della geometria è anche nella scrittura, nell’incastro delle parole, nella scelta delle ripetizioni, a mio avviso, perfette.
“E’ tutta geometria. Non si scappa. Le cose sono tutte unite. Per i lati e per gli angoli. L’importante è calcolare bene le aree e le metrature. E basta saperlo, che è tutta geometria.”Ultima ma meravigliosa qualità… (consentitemi la sospensione): i colori. Sarà che amo i colori e la musica ma i marroni, i verdi, i gialli, ed anche i grigi, il nero, il bianco, l’azzurro creano una melodia che non ho trovato in nessun altro libro fino ad ora. È il libro dei colori. Sono rimasta suggestionata. Ho seguito la scia delle parole ed ho capito che ogni singolo elemento era stato studiato con vera accuratezza. Forse sarò smentita ma credo in ciò che ho percepito, nel mio istinto.
“E’ l’aria che mescola tutti i colori. Che mescola il verde e il grigio e l’azzurro. Che mescola anche il bianco di una carrozzeria, sporco dal rossiccio della ruggine, sporco dal nocciola dell’argilla dei fossi. Che mescola il nero, stinto dal troppo uso, di quattro pneumatici che reggono il bianco chiazzato di ruggine e di argilla di un furgone.”L’odore del riso è il libro dei sensi; pagine che evocano odori, immagini, sensazioni a pelle… Sensazioni vissute dall’autore e trasmesse, come un fluido, nell’anima del lettore (in questo caso lettrice: io!).
Un libro che non si legge in due giorni: pretende attenzione e la merita!!!
Guardatelo da vicino e poi allontanatevi poco alla volta.
L’odore del riso è un dipinto.
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martedì 29 dicembre 2015
Notte di nebbia in pianura. La recensione di Roberta Marcaccio
Notte di nebbia in pianura è stato il primo romanzo che ho pubblicato e per questo mi legano a questo libro un affetto particolare e anche i ricordi del mio esordio come autore. Questo blog prende proprio da lì il suo nome. Roberta Marcaccio ne scrive una magnifica recensione. Notte di nebbia in pianura è disponibile in versione cartacea per i tipi di Manni Editori e in versione ebook per i tipi di Antonio Tombolini Editore in cui, nella collana Officina Marziani, va a comporre, con Sette sono i re e L'odore del riso, la mia "Trilogia della pianura".
L'originale della recensione è qui. Buona lettura e Buon Anno!La nebbia. La nebbia in questa terra. La nebbia che d’inverno ricopre i campi che d’estate diventeranno un mare a quadretti.Non serve a niente.Non ti ci puoi nascondere.Mai.
Dopo anni di corsi e lettura di manuali di scrittura, ho capito una cosa!
In scrittura non esistono regole. Non esiste uno stile. Non esiste un prontuario del giovane scrittore.
Quello che esiste è lo stile che ognuno ricerca e le regole che ogni autore fa proprie.
Sono rimasta colpita da libri che erano al di fuori da ogni canone letterario e dalla particolarità stilistica scelta dallo scrittore.
Come in Notti di nebbia in pianura, romanzo di Angelo Ricci, che ancora una volta mi ha catturata in una lettura noir per me insolita.
È una storia forte, dura. Una vicenda di vite spezzate, avvolte dalla nebbia.
Nebbia che ricopre, congela, stravolge, confonde.
Nebbia in cui si perde tutto: l’arroganza dello Sticazzi, il colore degli occhi di Svetlana, il cemento della tomba che ormai sarà tutto spaccato, la felpa di Ibrahim così calda, l’avvocato che vende opere d’arte a trecentonovantanove euro…
Le storie dei vari personaggi si snodano nella notte della Vigilia di Natale; sono vite apparentemente divise, le une dalle altre, ma allo stesso tempo accomunate dallo stesso clima e strappate alla stessa amarezza.
Lo stile di Angelo Ricci è ancora una volta unico, mi piace definirlo “uno stile al di sopra dello stile”: una scrittura in cui non esistono regole e la narrazione, anziché essere banalizzata, viene esaltata.
Vite come polvere.
Vedo la polvere che danza nel cono di luce che producono i riflettori. La polvere che adesso si stenderà piano piano su queste croste da poco prezzo e su queste povere suppellettili placate argento mille.Vedo la polvere che si agita attorno a noi.Che ci domina.Che ci governa.Che respiriamo.Tutti i giorni.Sempre.
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martedì 1 dicembre 2015
Sette sono i re. La recensione di Roberta Marcaccio
Roberta Marcaccio scrive una bellissima e intensa recensione del mio libro Sette sono i re. E' un libro che mi è molto caro perché è stato il primo ad aprire la collana Officina Marziani diretta da Michele Marziani, una della collane di Antonio Tombolini Editore, collana che conta ormai ventun titoli. L'originale della recensione è qui. Buona lettura!
Immagini. Come pennellate su una tela.
Pennellate nere su uno sfondo grigio. Il grigio del fumo, delle strade, delle macchine, delle fabbriche, della città.
Sette sono i re è lo spaccato di una società marcia, il retroscena della nostra bella vita, quello che c’è dietro e non vediamo.
Le parole, sapientemente utilizzare dall’autore, trascinano il lettore in un mondo in cui gli odori, i colori, le case, la terra, le persone puzzano di merda e di morte. Una morte seminata a suon di proiettili. Dove il protagonista alterna i ricordi di un suo passato da guerrafondaio ad un presente in cui la guerra la fa perché c’è qualcuno che lo paga per uccidere.
Molto interessante l’alternanza fra passato e presente (fra i ricordi del protagonista e la vita attuale), caratterizzata da un passaggio armonico delle forme verbali. La lettura non inciampa mai, scivola fra presente e imperfetto con lucida facilità.
Sette sono i re è un romanzo nero, racconta di uno strato sociale depravato in cui i soldi girano a mazzette, i crimini si comprano come prodotti di un supermercato e gli uomini obbediscono agli ordini di altri uomini, per denaro.
Il protagonista è un uomo che ha visto il dolore, il sangue, ha vissuto la guerra, ma sembra non riuscire a separarsi dall’idea di morte che ormai fa parte della sua vita. Nel borsone che porta con sé ha armi micidiali, che non risparmiano e non perdonano. Armi che uccidono a distanze impensabili. Che folgorano un uomo a bruciapelo senza dargli neanche il tempo dell’ultimo respiro.
Io tengo il metallo del San Luigi sotto al giubbotto. Sento il suo freddo contro la pelle. Il freddo del metallo. Il freddo che, per miracolo, diventa incandescente quando incomincia a sparare. Per miracolo. Il miracolo di un santo.
Storia che ti trascina dentro la storia, raccontata con uno stile particolare. Frasi brevi. Cortissime. Di una parola o due. Parole scelte, una per una. Con un lavoro sapiente di cesellatura.
Parole semplici e frasi che si ripetono danno alla lettura un ritmo incessante, inesorabile, come una scarica di mitra.
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sabato 21 novembre 2015
Il quarto numero de Il Colophon
Da pochi giorni è online il quarto numero de Il Colophon, rivista di letteratura del coraggioso e innovatore Antonio Tombolini Editore. Questo numero è l'ultimo del 2015. Si intitola Sto parlando con te ed è dedicato al complesso rapporto tra scritture e letture, tra lettore e letture. In questo numero scrivo di Pier Paolo Pasolini nel quarantennale della sua scomparsa, intervisto il geniale e visionario Gabriele Frasca, recensisco due libri Con Borges e L'invenzione del romanzo. Inoltre c'è anche un mio racconto tratto dal mio libro Padania blues. Il tutto con la fantastica guida di Michele Marziani e l'iconografica professionalità di Marta D'Asaro. Buona lettura!
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