giovedì 28 gennaio 2010

Dickens, il pasticcio di coniglio e Stefano Bonilli

Ma quanto si mangia (e si beve) nei romanzi di Dickens! Nell'Oliver Twist, il sanguinario Bill Sykes, tra un crimine e l'altro, riesce a gustare frettolosamente, tra le altre cose, un pasticcio di coniglio, mentre sogliole, pasticci di carne e cavolini di Bruxelles fanno compagnia ai pranzi che David Copperfield organizza per i suoi amici. D'altra parte rhum, zucchero, succo di limone e acqua calda creano una delle bevande più apprezzate dall'umore incostante del signor Micawber. Ma anche le ovattate stanze delle residenze universitarie di Cambridge, sempre un po' in penombra e vagamente profumate di legno antico e dorsi di libri, e che spesso fanno da sfondo alle azioni vagamente decadenti dei romanzi di E.M. Forster, sono spesso teatro di improvvise cene fra studenti, le cui portate potrebbero essere sempre degne comunque di attenzione da parte di scafati gourmet. E che dire del rimedio che il medico prescrive a Des Esseintes per curarne lo stato di prostrazione, in A rebours, di Joris Karl Huysmans?
Ho letto per anni il Gambero Rosso. Tra gli scaffali della mia libreria tengo in evidenza il dvd di Mondovino, il film documentario di Jonathan Nassiter, presentato a Cannes nel 2004.
Sarà perché dalla pianura, in meno di mezz'ora, arrivo in Monferrato o in Oltrepò. Non lo so.
Oggi, comunque, leggo spesso il blog di Stefano Bonilli. Si parla di gastronomia. Si parla anche di libri.
Come in un romanzo di Dickens.

3 commenti:

papero ha detto...

Bello, mi piace comparire in modo semplice, così, nel tuo blog.
Grazie e ciao

stefano

Selene ha detto...

Il tuo blog è un vero rinfrescamento. Ricco, variopinto, ma nello stesso semplice e facile da consultare. Proprio così: da consultare. Si possono imparare tante cose piacevoli e scoprire libri ed autori a cui vale la pena dedicare il proprio tempo libero.
Complimenti sinceri!

Angelo Ricci ha detto...

Grazie a tutti e due per la vostra gentilezza.