giovedì 13 settembre 2012

Mendel dei libri, di Stefan Zweig (Adelphi)

Esistono, a saperli cercare, veri e propri tesori che testimoniano con le parole quella dolce e terribile maledizione che attraversa l’anima di ogni lettore e di ogni appassionato di libri.
È il caso di Mendel dei libri, di Stefan Zweig, piccolo racconto edito da Adelphi nel piccolo formato caratteristico dei tipi della Biblioteca Minima. Ma mai come in questo caso piccolo è sinonimo di grande e di eccelso.
La storia di Jakob Mendel, commerciante di libri per intenditori e collezionisti, uomo dall'aspetto insignificante e tuttavia infallibile conoscitore di cataloghi editoriali e di aste di testi antichi, costantemente seduto al tavolino di un affollato caffè di Vienna dove passa le ore leggendo isolandosi da tutto e da tutti, un uomo che, come recita la quarta di copertina, “forse non ha letto tutti i libri, ma che tutti li conosce”. Ecco la definitiva ambizione a cui tutti noi, lettori posseduti dal demone della lettura e dei libri, aspiriamo: conoscere tutti i libri, anche quelli che non abbiamo e che non riusciremo mai a leggere. Una storia che si ammanta di quelle atmosfere mitteleuropee portatrici di quei significati nascosti che si ritrovano in tanti autori proposti da Adelphi.
Mendel dei libri è una tragica e appassionata cripta dei cappuccini letteraria, una appassionante e sognante auto da fè di stampo canettiano in cui Jakob Mendel tuttavia non appare come il Peter Klein tradito e condannato dalla propria passione e dalla ignobile governante Therese Krummholtz, bensì come un uomo travolto da quelle vicende storiche che improvvisamente si riversano su tutta l’umanità e che travolgono tutti i mondi, anche quello di carta di cui Mendel è sovrano.
Jakob Mendel è l’archetipo di chi ha dedicato e dedica tutta la propria anima al libro non in quanto oggetto, bensì come componente essenziale della vita. Componente che però soccombe di fronte a un dramma come quello della guerra. Mendel dei libri è la sognante lirica di quel mondo in cui noi tutti lettori vorremmo perderci, ma è anche un guardingo avviso verso tutta l’umanità: verranno momenti che faranno strame di tutto, anche dei nostri amati libri. Sta a noi, come lettori, far si che ciò non accada e, paradossalmente, è proprio il libro l’arma migliore contro i mostri generati dal sonno della ragione. E Mendel dei libri è una di queste armi.
Un libro.
Mendel dei libri, di Stefan Zweig (Adelphi).

2 commenti:

NoceMoscata ha detto...

Un libro piccolo ma di una densità pazzesca, hai ragione. :)

Angelo Ricci ha detto...

Un beadeker letterario (anche estremamente inquietante). Una stella polare narrativa per tutti gli amanti dei libri e della lettura.